Teologia sistematica
Cristologia
La persona di Cristo: due nature, cristologia biblica, kenosi, cristologie contemporanee
La cristologia, dottrina della persona di Cristo, è il terreno su cui si sono giocate le controversie più decisive della storia cristiana. Verte su una questione fondamentale: chi è Gesù Cristo, e in che senso lo si possa confessare insieme Dio e uomo.
La definizione di Calcedonia (451)
I quattro avverbi negativi
| Greco | Latino | Eresia esclusa | Che cosa afferma |
|---|---|---|---|
| ἀσυγχύτως | inconfuse | Monofisismo (Eutiche): le due nature si fondono in una sola | Le nature restano distinte; la divinità non assorbe l’umanità |
| ἀτρέπτως | immutabiliter | Apollinarismo: la natura divina «trasforma» quella umana | Ciascuna natura conserva inalterate le proprie proprietà essenziali |
| ἀδιαιρέτως | indivise | Nestorianesimo: due persone distinte coesistono in Cristo | L’unità della persona è reale e indissolubile |
| ἀχωρίστως | inseparabiliter | Nestorianesimo, in altra forma: le nature possono essere «separate» | L’unione ipostatica è permanente, anche sulla croce e nel sepolcro |
Le eresie cristologiche
| Eresia | Protagonista | Errore centrale | Condanna |
|---|---|---|---|
| Arianesimo | Ario (†336) | Il Figlio è una creatura: «vi fu quando non era» | Nicea I (325) — homoousios |
| Apollinarismo | Apollinare di Laodicea (†390) | Cristo ha corpo e anima umani, ma il Logos ne sostituisce la mente | Costantinopoli I (381) |
| Nestorianesimo | Nestorio (†451) | Maria è Christotokos ma non Theotokos: due persone distinte in Cristo | Efeso (431) |
| Monofisismo | Eutiche (†456) | Dopo l’incarnazione una sola natura, l’umanità essendo assorbita | Calcedonia (451) |
| Monotelismo | Sergio di Costantinopoli (†638) | Una sola volontà in Cristo, per salvaguardare l’unità della persona | Costantinopoli III (681) |
| Adozionismo | Paolo di Samosata (†dopo 272) | Gesù è un uomo «adottato» come Figlio di Dio nel battesimo (Sal 2,7) | Sinodo di Antiochia (268) |
Prima delle formule conciliari, il Nuovo Testamento presenta già una cristologia ricca e plurale. I suoi autori accostano la persona di Cristo da angolature diverse, senza contraddizione ma con accenti complementari.
Cristologie neotestamentarie
Il Logos giovanneo (Gv 1,1-18)
Il prologo di Giovanni è il testo cristologico più alto del Nuovo Testamento. Ἐν ἀρχῇ ἦν ὁ λόγος: in principio era il Logos, termine insieme stoico e giudaico per la ragione divina ordinatrice del cosmo. Il Logos «era presso Dio» (πρὸς τὸν θεόν) ed «era Dio» (θεὸς ἦν), con predicato anarthro di valore qualitativo: di natura divina. Il testo è il fondamento scritturistico di Nicea I e di una cristologia «dall’alto», che muove dal Logos alla carne.
Figlio dell’uomo (υἱὸς τοῦ ἀνθρώπου), titolo che Gesù usa di sé, tratto da Dn 7,13-14. È volutamente ambiguo: un essere umano, come in Ezechiele, oppure la figura apocalittica che viene sulle nubi, come in Daniele. Gesù rivendica l’autorità di rimettere i peccati (Mc 2,10), la signoria sul sabato (Mc 2,28) e una venuta nella gloria (Mc 14,62).
Adamo escatologico (Rm 5,12-21; 1 Cor 15,45): Cristo è il secondo Adamo, che disfa ciò che Adamo ha fatto. Forma di Dio (Fil 2,5-11): l’inno kenotico, in cui colui che sussiste ἐν μορφῇ θεοῦ svuota se stesso (ἐκένωσεν) assumendo forma di servo. Immagine del Dio invisibile (Col 1,15-20): primogenito di ogni creatura, in cui tutte le cose sussistono.
Sommo sacerdote (Eb 4,14-5,10; 7-9): Cristo è insieme sacerdote e vittima, offerente e offerta. Il suo sacerdozio è secondo l’ordine di Melchisedek (Sal 110,4): eterno, non ereditario, insieme regale e sacerdotale. Eb 1,3 lo dice irradiazione della gloria di Dio e impronta della sua sostanza (χαρακτὴρ τῆς ὑποστάσεως αὐτοῦ).
I titoli cristologici
| Titolo | Greco o ebraico | Senso | Testo |
|---|---|---|---|
| Messia, Cristo | מָשִׁיחַ / Χριστός | L’Unto, re davidico escatologico atteso. Gesù reinterpreta il titolo: Messia sofferente (Is 53), non conquistatore | Mc 8,29; Mt 16,16; Gv 4,25-26 |
| Signore | Κύριος | Titolo divino: i Settanta rendono YHWH con Κύριος. «Gesù è Signore» è la confessione pasquale centrale | Rm 10,9; 1 Cor 12,3; Fil 2,11 |
| Figlio di Dio | Υἱὸς τοῦ Θεοῦ | Filiazione unica, non adottiva ma ontologica | Gv 1,14; 3,16; Rm 8,3; Gal 4,4 |
| Logos | Λόγος | Parola-Ragione divina preesistente fatta carne; fondamento della cristologia giovannea | Gv 1,1-14; Ap 19,13 |
| Salvatore | Σωτήρ | Titolo imperiale — Augusto era Sôtêr — rivendicato per Gesù soltanto | Lc 2,11; Gv 4,42; Tt 2,13 |
Fra il Nuovo Testamento e i concili di Nicea e Calcedonia la Chiesa ha progressivamente forgiato il linguaggio tecnico con cui esprimere la fede in Cristo. Il processo è insieme teologico e politico, e gli imperatori vi ebbero parte decisiva.
Da Nicea (325) a Calcedonia (451)
| Tappa | Problema | Risposta conciliare | Termine tecnico |
|---|---|---|---|
| Nicea I (325) | Ario: il Figlio è creatura o Dio? | Il Figlio è ὁμοούσιος al Padre, della medesima sostanza divina | Homoousios |
| Costantinopoli I (381) | Apollinare: Cristo ha un’anima umana completa? | Cristo ha natura umana completa: corpo, anima e mente umani | Piena umanità |
| Efeso (431) | Nestorio: Maria è Theotokos? Una persona o due? | Una sola persona in Cristo; Maria è Theotokos perché genera la persona divina | Theotokos, ipostasi |
| Calcedonia (451) | Eutiche: le nature si fondono dopo l’incarnazione? | Due nature, divina e umana, unite senza confusione in una sola persona | Una persona in due nature |
| Costantinopoli III (681) | Monotelismo: una volontà in Cristo o due? | Due volontà, divina e umana, quella umana liberamente sottomessa alla divina | Diotelismo |
Ousia, ipostasi, physis
Il dibattito cristologico richiese un vocabolario filosofico preciso, e il prestito suscitò esso stesso controversie. Ousia (οὐσία) indica la sostanza o l’essere; ipostasi (ὑπόστασις) la persona concreta sussistente; physis (φύσις) la natura. La formula trinitaria suona: una ousia in tre ipostasi. La formula cristologica: due physeis in una ipostasi. Ciò che nella trinitaria è «sostanza» è nella cristologica «persona», e la complessità terminologica generò infiniti fraintendimenti; buona parte della controversia monofisita verté su usi incompatibili più che su fede incompatibile.
L’inno di Filippesi 2,5-11 è il testo più meditato sull’abbassamento volontario di Cristo. La teologia della kenosi (κένωσις, svuotamento) tenta di rispondere a una domanda difficile: come può il Figlio di Dio «non sapere» (Mc 13,32), «imparare l’obbedienza» (Eb 5,8) ed «essere tentato» (Eb 4,15)?
L’inno kenotico (Fil 2,5-11)
Tre letture della kenosi
Cristo non si è spogliato dei suoi attributi divini: onniscienza e onnipotenza restano sue, ma egli non ne fa uso secondo la volontà umana. La kenosi è funzionale: durante il tempo dell’umiliazione egli vela, o non esercita, la gloria divina. Il «non sapere» di Mc 13,32 appartiene all’economia dell’incarnazione e non a una reale limitazione della divinità.
Gottfried Thomasius (1853) e i teologi kenotici luterani ritennero che nell’incarnazione il Logos si sia realmente spogliato di alcuni attributi divini relativi, quali onniscienza e onnipotenza, conservando quelli assoluti come santità e amore. La posizione ebbe influenza in Inghilterra, con Gore e Forsyth, ma resta contestata perché rischia di dividere la persona di Cristo.
La distinzione riformata classica: obbedienza attiva, con cui Cristo osserva perfettamente la Legge lungo tutta la vita (Rm 5,19), e obbedienza passiva, con cui porta sulla croce la pena del peccato (Is 53). Entrambe sono imputate al credente nella giustificazione. La distinzione è fondamentale nella soteriologia riformata (Owen, Turrettini, Westminster) e sottolinea che l’intera vita di Cristo è redentrice, non la sola croce.
Karl Barth e il cristocentrismo radicale
Per Barth (Dogmatica ecclesiale IV.1-3) la cristologia è la chiave dell’intera dogmatica. L’elezione di Dio è elezione in Cristo: in lui Dio decide chi sarà egli stesso e chi sarà l’umanità. Cristo è insieme il Dio eleggente e l’uomo eletto, «l’uomo per gli altri». Questo cristocentrismo radicale esclude ogni conoscenza di Dio al di fuori di Cristo: la «luce naturale della ragione» non offre alcun accesso a lui.
Wolfhart Pannenberg e la cristologia «dal basso»
Pannenberg (Grundzüge der Christologie, 1964) propone una cristologia «dal basso», che muove dalla realtà storica di Gesù e soprattutto dalla risurrezione, intesa come evento storico e non soltanto come atto di fede. È la risurrezione a rivelare retrospettivamente la divinità di Gesù. Il metodo inverte deliberatamente quello dei concili: anziché discendere dalla divinità preesistente all’umanità assunta, muove dall’uomo Gesù e ne scopre la divinità alla luce della Pasqua.
Cristologie contestuali
| Corrente | Accento cristologico | Rappresentanti |
|---|---|---|
| Teologia della liberazione | Cristo liberatore degli oppressi; i vangeli letti dal punto di vista dei poveri e di Lc 4,18 | Sobrino, Boff, Gutiérrez |
| Teologia femminista | Cristo come inclusivo: la sua mascolinità non è normativa per una salvezza universale | Ruether, Schüssler Fiorenza, Johnson |
| Teologia africana | Cristo come Antenato, Guaritore, Capo: categorie africane per una cristologia inculturata | Nyamiti, Bujo, Pobee |
| Teologia asiatica | Cristo in dialogo con le tradizioni buddhista e confuciana: cristologia della «via» o della pienezza | Pieris, Koyama, Song |
Fonti primarie
- Definizione di Calcedonia (451). DH 301-302.
- Barth, Karl. Dogmatica ecclesiale. Bologna: EDB, 1980-.
- Pannenberg, Wolfhart. Cristologia. Lineamenti fondamentali. Brescia: Morcelliana, 1974.
Studi
- Grillmeier, Aloys. Gesù il Cristo nella fede della Chiesa. Brescia: Paideia, 1982-.
- Sesboüé, Bernard. Gesù Cristo nella tradizione della Chiesa. Cinisello Balsamo: San Paolo, 1987.
- Macleod, Donald. The Person of Christ. Leicester: IVP, 1998.
Verifica — Cristologia
Che cosa escludono i quattro avverbi negativi di Calcedonia?
- Arianesimo, sabellianesimo, donatismo e pelagianesimo
- Monofisismo, apollinarismo e nestorianesimo in due forme
- Monotelismo, iconoclasmo, gnosticismo e marcionismo
- Adozionismo, modalismo, subordinazionismo e triteismo
ἀσυγχύτως, ἀτρέπτως, ἀδιαιρέτως, ἀχωρίστως