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Teologia comparata

Clero e ministeri

Gli ordini del ministero, titoli, celibato e ordinazione delle donne

Il ministero ordinato è fra le questioni più divise del dialogo ecumenico. Verte sull’ecclesiologia fondamentale: che cosa costituisca la Chiesa, chi sia autorizzato a parlare e ad agire nel nome di Cristo, e se la successione apostolica condizioni la validità del ministero.

Gli ordini del ministero

TradizioneOrdiniSuccessione apostolicaOrdinazione
Cattolica romanaTre gradi sacramentali: diaconato, presbiterato, episcopato, con il papa vescovo di Roma. Suddiaconato e ordini minori soppressi nel 1972.Indispensabile: il vescovo dev’essere ordinato in una successione ininterrotta dagli apostoli, e ciò condiziona la validità sacramentale.Sacramento dell’Ordine, che imprime carattere indelebile. Nel rito latino uomini celibi; nei riti orientali sposati prima del diaconato.
OrtodossaTre gradi. Lettore e suddiacono sono ordini minori non sacramentali. I vescovi sono necessariamente monaci e dunque celibi.Essenziale e indiscussa: la successione episcopale è la spina dorsale dell’ecclesiologia ortodossa.Mistero conferito dal vescovo. Il presbitero può essere sposato, ma solo prima dell’ordinazione diaconale.
AnglicanaTre ordini storici: diacono, presbitero, vescovo. La Comunione rivendica la successione apostolica, contestata da Roma con Apostolicae Curae (1896).Affermata in linea di principio, benché la rottura enriciana e le riforme edoardiane pongano la questione della continuità effettiva.Ordinazione episcopale per imposizione delle mani. La maggior parte delle province ordina donne a tutti e tre gli ordini, punto che divide profondamente la Comunione.
LuteranaVariabile; molte Chiese mantengono tre ordini. Nella teologia confessionale l’episcopato non è ordine sacramentalmente distinto dal presbiterato.Non richiesta per la validità. Per Lutero la successione apostolica è istituzione umana e basta l’ordinazione legittima. L’accordo di Porvoo (1996) ha stabilito il riconoscimento reciproco con le Chiese anglicane.Atto ecclesiastico anziché sacramentale nella dottrina luterana stretta. Le donne sono ordinate in quasi tutte le Chiese luterane.
RiformataQuattro uffici (Calvino, Istituzione IV.3): pastore, dottore, anziano e diacono. Nessun episcopato distinto dal presbiterato; i pastori sono di pari grado.Respinta. La successione apostolica in senso romano è costruzione umana; l’apostolicità della Chiesa sta nella fedeltà alla dottrina apostolica, non in una catena di ordinazioni.Atto ecclesiastico compiuto dal collegio dei pastori e degli anziani. Le donne sono ordinate nella maggior parte delle Chiese riformate.

Titoli e gerarchia

TitoloTradizioneFunzione e autorità
PapaCattolica romanaVescovo di Roma, successore di Pietro, vicario di Cristo. Primato di giurisdizione universale; infallibile ex cathedra dal Vaticano I (1870). Eletto dal conclave dei cardinali.
PatriarcaOrtodossa e cattolica orientaleVescovo di una sede apostolica maggiore. I patriarcati antichi sono Roma, Costantinopoli, Alessandria, Antiochia e Gerusalemme, cui si aggiunse Mosca. Il patriarca ecumenico ha primato d’onore senza giurisdizione.
Metropolita o arcivescovoOrtodossa, cattolica, anglicanaVescovo di sede metropolitana che sovrintende a una provincia ecclesiastica.
SovrintendenteLuterana, Germania e ScandinaviaEquivalente funzionale del vescovo dove il titolo episcopale fu abbandonato. Le Chiese nordiche conservano il titolo e rivendicano la successione.
ModeratoreRiformata e presbiterianaPresidente eletto e a rotazione di un sinodo o di un’assemblea, non grado gerarchico permanente. Nella Compagnia dei pastori e dei diaconi di Ginevra è eletto annualmente fra pastori e, dal 1998, diaconi.

Sacerdote, pastore, presbitero

Il sacerdote cattolico e ortodosso partecipa strumentalmente al sacerdozio di Cristo e celebra l’eucaristia in persona Christi. I protestanti evitano il termine proprio perché il sacerdozio universale dei credenti (1 Pt 2,9) rende superfluo un sacerdozio ministeriale sacrificale. Il pastore riformato e luterano è il pastore della comunità, predicatore della Parola e amministratore dei sacramenti, che differisce dai laici per funzione e mandato e non per carattere ontologico.

I diaconi

In ambito cattolico e ortodosso il diaconato è ordine sacramentale; dal Vaticano II la Chiesa latina ha restaurato il diaconato permanente, aperto a uomini sposati. Nella tradizione riformata il diacono esercita un ministero di servizio sociale e pastorale. A Ginevra i diaconi sono membri a pieno titolo della Compagnia dei pastori dal 1998, quando essa fu ufficialmente ridenominata Compagnia dei pastori e dei diaconi; Maurice Gardiol fu il primo diacono a esercitare la funzione di moderatore, nel luglio di quell’anno.

Celibato e ordinazione delle donne

Il celibato ecclesiastico

TradizioneNormaFondamento
Cattolica, rito latinoCelibato obbligatorio per presbiteri e vescoviDisciplina ecclesiastica e non dogma: piena disponibilità per Dio e per la Chiesa, e segno escatologico. Nessun testo scritturistico lo impone; 1 Tm 3,2 suppone che il vescovo sia «marito di una sola moglie».
Cattolica orientaleI presbiteri possono essere sposati prima dell’ordinazione; i vescovi sono celibiLa norma apostolica condivisa con l’Ortodossia, mantenuta nelle Chiese in comunione con Roma.
OrtodossaPresbiteri e diaconi possono essere sposati prima dell’ordinazione diaconale; i vescovi sono monaci o vedoviIl concilio in Trullo (692) prescrive che il matrimonio sia contratto prima dell’ordinazione diaconale; alle spalle sta il canone 5 di Nicea (325).
ProtestanteIl matrimonio è libero, né imposto né vietatoLutero riteneva il celibato obbligatorio legge umana contraria alla creazione (Gen 2,18) e segno di apostasia (1 Tm 4,3). Sposò l’ex monaca Katharina von Bora nel 1525.

L’ordinazione delle donne

TradizionePosizioneFondamentoData
CattolicaImpossibile; dottrina ritenuta definitivaGiovanni Paolo II, Ordinatio Sacerdotalis (1994): la Chiesa non ha alcuna facoltà di conferire l’ordinazione sacerdotale alle donne. Cristo scelse solo uomini; la tradizione è universale e costante. La CDF ha dichiarato definitiva la dottrina nel 1995.1994
OrtodossaImpossibileLa tradizione apostolica non conosce donne presbitere o vescove. La Theotokos, più alta di tutti i santi, non fu ordinata. È in discussione il ripristino del diaconato femminile.2016
AnglicanaPraticata nella maggior parte delle provinceNessun fondamento teologico sufficiente esclude le donne. L’argomento cristologico secondo cui il sacerdote rappresenta un Cristo maschio è giudicato inadeguato: il sacerdote rappresenta Cristo, non il suo sesso. Il battesimo trascende il genere (Gal 3,28).1974 negli Stati Uniti; 1992 in Inghilterra; prima vescova nel 2015
LuteranaPraticata quasi ovunqueGal 3,28. Le restrizioni paoline (1 Tm 2,12; 1 Cor 14,34) sono lette come contestuali anziché universalmente normative.Svezia, 1958
RiformataPraticata nella grande maggioranzaGli stessi fondamenti, uniti al sacerdozio universale e a una concezione funzionale e non ontologicamente sessuata del ministero.Vaud, 1966; Ginevra, 1968
EvangelicaleDivisa fra complementaristi ed egualitaristiI complementaristi (Grudem, Piper) leggono 1 Tm 2,12 come normativo; gli egualitaristi (Fee, Wright) come contestuale. Il dibattito resta aperto.In corso

La teologia del ministero

Lutero e il sacerdozio universale

«Siamo tutti consacrati sacerdoti mediante il battesimo, come dice san Pietro: “voi siete un sacerdozio regale, una nazione santa”. Che non tutti possano esercitare pubblicamente questo ufficio non deve sorprenderci.»
Lutero, Alla nobiltà cristiana di nazione tedesca (1520), WA 6, 407

Lutero distingue con cura il sacerdozio universale di tutti i battezzati dal ministero pastorale ordinato di coloro che la Chiesa chiama e manda alla predicazione pubblica e all’amministrazione dei sacramenti. Entrambi sono necessari, ma il secondo non conferisce dignità ontologica superiore: il pastore non è un cristiano di altra specie.

Il documento di Lima (1982)

Battesimo, eucaristia, ministero, pubblicato dalla Commissione Fede e Costituzione a Lima nel 1982, resta il più importante testo ecumenico novecentesco sul ministero. Propone convergenza su quattro punti: il ministero ordinato come servizio all’intera comunità; lo schema triplice di vescovo, presbitero e diacono come forma antica e largamente attestata; l’ordinazione come preghiera con imposizione delle mani, che comporta un’ἐπίκλησις; e la successione apostolica intesa anzitutto come fedele trasmissione del Vangelo anziché necessariamente come catena episcopale ininterrotta. Nessun accordo pieno è stato raggiunto sul riconoscimento reciproco dei ministeri.

Bibliografia

  • Calvino, Giovanni. Istituzione IV.3 (1559). Torino: UTET, 1971.
  • Commissione Fede e Costituzione. Battesimo, eucaristia, ministero. Torino: Elle Di Ci, 1982.
  • Giovanni Paolo II. Ordinatio Sacerdotalis. Città del Vaticano, 1994.
  • Ware, Kallistos. La Chiesa ortodossa. Leumann: Elle Di Ci, 1980.

Verifica — Clero e ministeri

Quali sono i quattro uffici individuati da Calvino in Istituzione IV.3?

  • Vescovo, presbitero, diacono e suddiacono
  • Pastore, dottore, anziano e diacono
  • Moderatore, pastore, anziano e catechista
  • Apostolo, profeta, evangelista e pastore

Calvino, Istituzione IV.3; Ordinanze ecclesiastiche (1541)